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Silvio Berlusconi

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Onu

Silvio Berlusconi ( Milano, 29 settembre 1936) è un imprenditore e politico italiano, leader e fondatore nel 1993 del movimento politico di Forza Italia.

È stato eletto per la prima volta nel 1994 alla Camera e ha ricoperto la carica di Presidente del consiglio nel 1994 e nella legislatura 2001 - 2006, svolgendo anche ad interim le funzioni di Ministro degli Esteri, dell'Economia, della Salute e della Funzione Pubblica, attualmente è deputato alla Camera.

Secondo la rivista Forbes è oggi l'uomo più ricco d'Italia e il 37° più ricco del mondo, con un patrimonio stimato nel 2006 in 11 miliardi di dollari.

Note biografiche

È il primogenito di una famiglia della borghesia milanese. Il padre, Luigi Berlusconi, era impiegato alla Banca Rasini, dove ha lavorato fino a diventarne procuratore generale. Dall'unione matrimoniale di Luigi con Rosa Bossi (ex segretaria del gruppo Pirelli) nascono Silvio, Maria Antonietta nel 1943 e Paolo nel 1949, anch'egli imprenditore.

Nel 1954 consegue la maturità classica al liceo salesiano "Sant'Ambrogio" di Milano. Si iscrive quindi alla facoltà di Giurisprudenza presso l'Università Statale, dove si laurea in legge nel 1961 con lode, presentando una tesi sul contratto pubblicitario che gli vale una borsa di studio.

Si sposa nel 1965 con Carla Elvira Lucia Dall'Oglio, dalla quale ha due figli: Maria Elvira detta Marina (1966) e Pier Silvio (1968). Nel 1985 divorzia dalla prima moglie ed ufficializza il legame con Veronica Lario (pseudonimo di Miriam Bartolini), ex-attrice, che sposa nel 1990[2]. Da lei ha altri tre figli: Barbara (1984), Eleonora (1986) e Luigi (1988).

Nel dicembre 2006 gli viene impiantato un pacemaker presso l'ospedale di Cleveland, negli Stati Uniti.

Televisioni

Berlusconi nell'anno di acquisto di Telemilano

Dopo l'esperienza in campo edilizio Berlusconi allarga il proprio raggio d'affari anche al settore della comunicazione e dei media. Nel 1976, infatti, la sentenza n.202 della Corte Costituzionale apriva la strada all'esercizio dell'editoria televisiva anche ad emittenti locali. Silvio Berlusconi nel 1978 rileva Telemilano, una televisione via cavo, operante dall'autunno del 1974 nella zona residenziale di Milano 2. A tale società due anni dopo viene dato il nome di Canale 5, ed assume la forma di network a livello nazionale, comprendente più emittenti.

L'escalation della società appare subito folgorante: nello stesso anno trasmette il Mundialito, un torneo di calcio fra nazionali sudamericane ed europee, compresa quella italiana. Per tale evento, nonostante gli iniziali pareri sfavorevoli da parte di ministri governativi, ottiene dalla Rai l'uso del satellite e la diretta per la trasmissione in Lombardia, mentre nel resto d'Italia l'evento viene trasmesso in differita.

A partire dal 1981, Berlusconi inizia ad utilizzare il proprio network di emittenti locali come se fosse un'unica emittente nazionale: registrando con un giorno d'anticipo tutti i programmi e le pubblicità e trasmettendo il tutto il giorno seguente in contemporanea in tutta Italia.

Nel 1982 il gruppo si allarga con l'acquisto di Italia 1 dall'editore Edilio Rusconi e di Rete 4 nel 1984 dal gruppo editoriale Mondadori (all'epoca controllato dall'editore Mario Formenton).

Il gruppo Fininvest riesce perciò a spezzare l'allora monopolio televisivo Rai.

Negli anni seguenti il network si diffonde in Europa: in Francia fonda La Cinq (1986) (la cui chiusura fu molto controversa; in seguito Berlusconi viene limitato ad una partecipazione in TF1), in Germania Telefünf (1987; che chiuderà nel 1992), in Spagna Telecinco (1990, ancora attiva, ma anche oggetto di un processo nei confronti del Cavaliere).

Sport

È proprietario della squadra di calcio A.C. Milan dal 20 febbraio 1986, della quale è presidente fino al 21 dicembre 2004, quando deve abbandonare la carica in seguito all'approvazione della legge sul conflitto d'interesse. Il 15 giugno 2006, non essendo più Presidente del Consiglio, torna a ricoprire la carica di presidente del Milan.

È il presidente più vincente della storia del calcio europeo: sotto la sua reggenza la formazione rossonera ha conquistato 7 scudetti, 4 Coppe dei Campioni, 5 Supercoppe Italiane, 4 Supercoppe Europee, 2 Coppe Intercontinentali, 1 Coppa Italia e 1 Mundialito Clubs.

Attività politica

La discesa in campo

Nonostante la sua nota vicinanza al leader socialista Bettino Craxi, che lo agevolò notevolmente consentendogli di consolidare le posizioni del suo network televisivo, Silvio Berlusconi per lunghi anni non si impegnerà mai direttamente in politica, spingendosi a questo passo soprattutto per la paventata ascesa al potere del blocco dei Progressisti che aveva inserito apertamente nei suoi programmi il ridimensionamento del potere mediatico berlusconiano.

Nell'inverno del 1993 Berlusconi, dopo una presa di posizione a favore di Gianfranco Fini, candidato alla carica di sindaco di Roma, e dopo aver invano tentato di persuadere esponenti politici del centro quali Mario Segni e Mino Martinazzoli a formare una coalizione moderata in funzione anticomunista, decide di scendere direttamente in prima persona nell'arena politica italiana; dall'esperienza dei club dell'Associazione Nazionale Forza Italia, guidati da Giuliano Urbani e dalla diretta discesa in campo di funzionari delle sue imprese, soprattutto di Publitalia 80, fortissima concessionaria di pubblicità, nasce così il nuovo movimento politico Forza Italia, su schemi più prossimi ai partiti americani che non a quelli italiani.

La creazione di Forza Italia ha un notevole impatto sulla scena politica italiana. Con un partito nato ufficialmente solo due mesi prima delle elezioni politiche del 1994, Berlusconi vuole attirare l'elettorato italiano di centro e centro-destra rimasto senza partiti rappresentativi dopo gli scandali di Tangentopoli, in seguito ai quali gli elettori indignati avevano decretato la fine del partito della Democrazia Cristiana. La scena politica italiana è in fermento, nonostante alcuni analisti considerino tardiva l'entrata in scena di Berlusconi (a soli due mesi dalle elezioni), egli riesce a sfruttare con successo la propria immagine di uomo nuovo ottenendo la vittoria alle elezioni politiche del 1994.

Campagna elettorale ed elezioni del 1994

Grazie anche ad una massiccia campagna elettorale durante la quale Berlusconi si avvale del supporto mediatico di alcuni fra i suoi collaboratori più famosi (Mike Bongiorno, Raimondo Vianello e Sandra Mondaini, Iva Zanicchi, Ambra Angiolini ed altri) e che scatena polemiche che scaturiscono nella discussa par condicio, le elezioni politiche del 27 marzo 1994 si concludono con un successo del suo partito consociatosi in un'alleanza con Alleanza Nazionale di Gianfranco Fini e con la Lega Nord di Umberto Bossi. Ma la prima esperienza di governo di Silvio Berlusconi ha vita dura e breve, e si conclude nel dicembre dello stesso anno, quando la Lega Nord ritira l'appoggio al Governo. Il 22 dicembre Berlusconi rassegna le proprie dimissioni al Capo dello Stato.

Questo "divorzio" tra il Polo e la Lega è durato diversi anni, finché Bossi non ha spiegato a Berlusconi il motivo dello strappo: l'allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro convocò Bossi per dirgli che Berlusconi sarebbe presto finito nel baratro della giustizia, e se lui non voleva venir coinvolto avrebbe dovuto prendere le distanze. Bossi, data l'autorevolezza della carica istituzionale che gli ha dato questo consiglio, non ha quindi esitato a farsi da parte.

Campagna elettorale 1996 e capo dell'opposizione fino al 2001

Le successive elezioni sono vinte da L'Ulivo (con l'appoggio esterno di Rifondazione Comunista), la coalizione di centrosinistra capeggiata da Romano Prodi. Berlusconi guida l'opposizione di centrodestra fino al 2001.

Durante la legislatura collabora con Massimo D'Alema alla Bicamerale, che si occupa principalmente di riforme costituzionali e giudiziarie (per approfondimenti si veda la voce sulle riforme giudiziarie dell'Ulivo).

Campagna elettorale 2001 e capo del governo fino al 2006

Le elezioni del 2001 portano alla vittoria la coalizione di centrodestra capeggiata da Silvio Berlusconi, grazie al ritrovato accordo con la Lega Nord e alle divisioni del centrosinistra. Durante la campagna elettorale Berlusconi sigla, presso la trasmissione Porta a Porta di Bruno Vespa, il noto Contratto con gli italiani: un accordo fra lui ed i suoi potenziali elettori in cui si impegna, in caso di vittoria, a realizzare ingenti sgravi fiscali, il dimezzamento della disoccupazione, l'avviamento di decine di opere pubbliche, l'aumento delle pensioni minime e la riduzione del numero di reati; impegnandosi altresì a non ricandidarsi alle successive elezioni nel caso in cui almeno quattro dei cinque punti principali non fossero stati mantenuti.

Berlusconi viene per la seconda volta nominato Presidente del Consiglio, dando inizio al Governo Berlusconi II.

Nella primavera del 2005 a seguito della sconfitta della Casa delle Libertà alle elezioni regionali si apre una celere crisi di governo: Berlusconi si dimette il 20 aprile e dopo solo due giorni viene varato il Governo Berlusconi III che ricalca in gran parte come composizione e azione politica il precedente Governo Berlusconi II.

Campagna elettorale 2006

L'esito delle elezioni del 2006 è caratterizzato da una forte incertezza perdurata fino al termine dello scrutinio delle schede e si risolve con una leggera prevalenza della coalizione di centrosinistra capeggiata da Romano Prodi, che vince le elezioni.

Il periodo pre-elettorale è infiammato dalla pubblicazione di sondaggi che prevedono una vittoria dell'Unione con circa il 5% di scarto, commissionati prevalentemente da quotidiani nazionali ed emittenti televisive. Solo tre sondaggi elaborati su commissione di Berlusconi da una società statunitense attribuiscono un lieve vantaggio per la Casa delle Libertà.

I due candidati si incontrano in due dibattiti televisivi molto seguiti, andati in onda su Raiuno. Berlusconi conclude il secondo dibattito il 3 aprile annunciando a sorpresa (sei giorni prima del voto), di voler eliminare l'Ici sulla prima casa. Nei giorni successivi promette anche l'eliminazione della tassa sui rifiuti.

Dopo l'esito del voto, Berlusconi inizialmente contesta il risultato delle votazioni denunciando brogli e chiedendo il riconteggio dei voti. Successivamente giudica l'esito un "sostanziale pareggio", e suggerisce di formare un governo istituzionale di coalizione ispirato alla "Grosse Koalition" tedesca. La proposta è però rifiutata dai partiti del centrosinistra e dalla Lega Nord.

Il discorso della discesa in campo
"Per il mio paese"

 26 gennaio 1994

Video di Prodi fatto da Cini92

Satira Politica

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